Giulio Amara
Scuola Normale Superiore, Classe di Scienze Umane, Graduate Student
- Scuola Superiore di Universita degli studi di Catania, Archaeology, Graduate Studentadd
- Archaeology, Pottery (Archaeology), Greek Archaeology, Greek Colonization (Magna Graecia and Sicily), archaic Greek Pottery, Greek Sicily, and 27 moreGreek Pottery, Archaeometry, Classics: Ancient History and Archaeology, Material Culture, Roman Pottery, Geometric and archaic Greece, Funerary Archaeology, Ancient economies (Archaeology), Classical Archaeology, Classics, Roman Archaeology, Hellenistic and Roman Asia Minor, Roman Economy, Hellenistic Pottery, Material Culture Studies, Metodologia della Ricerca Archeologica, Roman Pottery Kilns, Ancient economy, Late Antique Art and Archaeology, 3D Modelling (Architecture), Virtual Archaeology, Archaeological Informatics, History of photography, Pompeii and Herculaneum, Archeologia Funeraria, 3d Modeling, and Roman Sicilyedit
- PhD student in Classicsedit
Research Interests:
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"War and Society in Colonial Sicily", International workshop (27th - 29th April 2018), University of British Columbia, Vancouver
Research Interests:
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L’imponente modello in sughero delle rovine pompeiane (1861-1929 ca.) per lungo tempo non ha trovato adeguata considerazione non solo in quanto esempio di eccellente maestria artigianale, ma soprattutto per il suo intrinseco potenziale... more
L’imponente modello in sughero delle rovine pompeiane (1861-1929 ca.) per lungo tempo non ha trovato adeguata considerazione non solo in quanto esempio di eccellente maestria artigianale, ma soprattutto per il suo intrinseco potenziale documentario. Prima di inoltrarsi nell’esame del suo valore archeologico e nell’analisi di alcuni case-studies, si tenterà di comprendere la complessa tradi-zione da cui scaturisce e da cui si allontana; di enuclearne i presupposti culturali, tecnici e teorici; di iscriverlo insomma nel suo multiforme background, con lo scopo di valutarne preliminarmente i motivi sottesi. Dunque, dopo aver tentato di definirne diacronicamente le fasi esecutive, se ne valuteranno le funzioni e i motivi che, tra continuità e innovazione, ne fanno un prezioso documento.
Dunque si procederà con l’analisi di alcuni casi studio con il proposito di valutare contestualmente l’affidabilità del grande plastico e il potenziale documentario utile alla ricerca archeologica. Mediante 3D modeling da fotografia è stato realizzato un rilievo digitale dell’intero plastico di Pompei: lo studio di quest’ultimo attraverso la sua restituzione 3D ci pone singolarmente con l’originale in un rapporto doppiamente mediato, di cui occorrerà valutare doppiamente l’affidabilità, i vantaggi e i limiti sia del modello reale che della sua ulteriore replica digitale. A tal proposito si è proceduto alla selezione di alcuni contesti pompeiani come casi studio (I 4, 5.25; I 5, 2; VII 4, 48; VII 4, 59), dei quali è stato documentato l’attuale stato di conservazione tramite documentazione fotografica condotta in situ. Gli obiettivi prefissati saranno conseguiti confrontando e interpretando lo stato di fatto dei contesti archeologici selezionati, la letteratura, le fonti figurative in merito con le informazioni documentarie del plastico. Una volta valutata contestualmente l’attendibilità del plastico, si proverà a valorizzarne il potenziale archeologico, utile alla comprensione di contesti ormai perduti o di incerta interpretazione.
Nella trasversalità di una ricerca che investe anche l’applicazione di nuove metodologie, nell’alternarsi di autenticità e originalità, di replica e modello, saranno mantenute a vista le finalità ultime di conoscenza storica e archeologica.
Dunque si procederà con l’analisi di alcuni casi studio con il proposito di valutare contestualmente l’affidabilità del grande plastico e il potenziale documentario utile alla ricerca archeologica. Mediante 3D modeling da fotografia è stato realizzato un rilievo digitale dell’intero plastico di Pompei: lo studio di quest’ultimo attraverso la sua restituzione 3D ci pone singolarmente con l’originale in un rapporto doppiamente mediato, di cui occorrerà valutare doppiamente l’affidabilità, i vantaggi e i limiti sia del modello reale che della sua ulteriore replica digitale. A tal proposito si è proceduto alla selezione di alcuni contesti pompeiani come casi studio (I 4, 5.25; I 5, 2; VII 4, 48; VII 4, 59), dei quali è stato documentato l’attuale stato di conservazione tramite documentazione fotografica condotta in situ. Gli obiettivi prefissati saranno conseguiti confrontando e interpretando lo stato di fatto dei contesti archeologici selezionati, la letteratura, le fonti figurative in merito con le informazioni documentarie del plastico. Una volta valutata contestualmente l’attendibilità del plastico, si proverà a valorizzarne il potenziale archeologico, utile alla comprensione di contesti ormai perduti o di incerta interpretazione.
Nella trasversalità di una ricerca che investe anche l’applicazione di nuove metodologie, nell’alternarsi di autenticità e originalità, di replica e modello, saranno mantenute a vista le finalità ultime di conoscenza storica e archeologica.
